Esame della persona offesa

PROCESSO PENALE MINORILE – VIOLENZA SESSUALE SU MINORENNE – PERIZIA PSICOLOGICA SULLA PERSONA OFFESA – MANOVRE SUGGESTIVE


Principali orientamenti giurisprudenziali
La perizia psicologica su un minorenne che ha dichiarato di essere stato vittima di abusi sessuali deve essere effettuata in epoca il più possibile vicino ai fatti; ciò per evitare il pericolo di rimozione dei ricordi tipico della fase infantile, per fissare la prova e neutralizzare manovre suggestive, anche inconsapevoli, degli intervistatori sul bambino che inquinino irrimediabilmente il suo narrato e per permettergli un tempestivo percorso terapeutico nel quale rielaborare i fatti. Infatti ogni occasione narrativa, se posta in essere in modo non corretto, potrebbe avere fornito involontarie informazioni che, utilizzate dalla bambina nel rispondere, si sono fissate nella sua malleabile memoria fino a creare falsi ricordi autobiografici. (Cass. pen., sez. III, 13.04.2010, n. 22007).

Gli studi sulla memoria infantile hanno comprovato che i minori di giovanissima età tendono a presentare modalità relazionali orientate in senso imitativo ed adesivo. Essi, infatti, non avendo adeguate risorse di critica e di giudizio né un distinto sentimento del sé per differenziare le proprie opinioni da quelle dell’interlocutore, sono influenzati da stimoli potenzialmente suggestivi. (Cass. pen., sez. III, 13.04.2010, n. 22007).

“Molto spesso queste implausibili narrazioni hanno come matrice una inconsapevole costruzione di false accuse di abuso sessuale il cui risultato finale è il prodotto delle paure dei genitori e di quelle arcaiche e fantasmatiche del minore (elicitate proprio dalle domande e dai timori degli adulti). Si tratta della costruzione collettiva del racconto/ricordo per cui le aspettative dei genitori, unitamente alle modalità suggestive che impiegano nello interrogare il bambino incontrano le credenze ed i timori di questo ultimo.
Avviene spesso che i genitori, quando sono assaliti dal panico poiché temono che il loro bambino sia vittima di abusi sessuali, arrivino a credere che siano successe cose che i loro occhi ed il loro raziocinio smentiscono considerando come vero se non l’impossibile quanto meno il poco probabile e rivalutando episodi neutri in chiave sessuale” (Cass. pen., sez. III, 2.07.2014, n. 2059).

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